PRIVATIZZAZIONE GRUPPO FS

 

 

PRIVATIZZAZIONE F.S.

gli utili ai privati e il servizio pubblico?

 

 Con l'approvazione del DPCM, Il consiglio dei Ministri ha dato via alla più grande speculazione su un servizio pubblico essenziale qual'è la mobilità di cittadini con il treno.

Una sana azienda pubblica di questo Paese, le Ferrovie dello stato, verranno smantellate e vndute per un corrispettivo - si dice - di circa quattro miliaridi di euro.

A questo punto, paradossalmente, viene da pensare che i ferrovieri e la dirigenza F.S. abbiano fatto male atrasformare un servizio pubblico da "barzelletta" in eccellenza del sistema ferroviario europeo, se il risultato è quello di smantellare e vendere l'azienda.

Evidentemente le varie eminenze, che oggi si affaccendano sul come spezzettare F.S. per rendere la quotazione il più appetibile possibile, mancano di spiegare ai cittadini che gli utili che oggi la Società produce servono a mantenere i restanti servizi pubblici in perdita, soprattutto a causa dei precari finanziamneti da Stato. Sostegni che puntualmente vengon tagliati da diversi anni e neanche onorati per la quota stanziata. 

Il Governo dovrebbe sapere che diverse Regioni non rispettano i contratti di servizio del trasporto regionale; provocando ammanchi che complessivamente superano il Miliardo di euro. Dovrebbe sapere anche che il servizio universale (treni a media elunga percorrenza diversi dalle frecce) vive anche grazie al sussidio dei proventi ricavati dai servizi a mercato (freccia rossa, argento e bianca). Utili che ora lo Stato si apprsta atramutare in dividendo per gli investitori privati.

A questo punto voremmo capire come si riuscirà - dopo la vendita dei servizi remunerativi - a mantenere la promessa di mantenimento del servizio pubblico all'attuale livello di servizi, constatato il trend consolidato del taglio al finanziamento pubblico.

Se la parte redditizia dell'azienda la si mette nelle tasche dei privari appare evidente che occorrerrà aumentare i finanziamenti pubblici a sostegno dei treni che non riescono ad autofinanziarsi; a meno che il 40% della privatizzazione interessi l'intero Gruppo F.S.. In quel caso, quantomeno, si eviterebbe lo "spezzatino" societario e l'interesse al profitto condizionerebbe in maniera virtuosa anche la qualità dei servizi non a mercato. Ricordiamo infatti che la quota dei treni garantiti dal finanziamento pubblico ammonta a circa un terzo dei chilometri treno effettuati da Trenitalia e tali servizi sono l'alternativa all'offerta commerciale dell'Ata Velocità; servizo quest'ultimo di altissimo livello e rendita ma che interessa un'area modesta del Paese e a prezzi decisamente più elevati. 

I cittadini meritano rispetto e i ferovieri, autori di un vero e proprio miracolo italiano, lotteranno affinché i sacrifici intrapresi non vadano sperperati in nome di una incosciente speculazione finanziaria. attendiamo, a breve, di essere informati e consultati rispetto alle azioni del Governo, in carenza attiveremo la mobilitazione della categoria.

                                                                                     

                                                                                     Segretario Generale OR.S.A. Ferrovie

                                                                                                       Andrea Pelle

 

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