Sapens

CONSIGLIO GENERALE

 

Il Consiglio Generale SAPENS/ORSA, riunito a Salerno dal 13 al 15 ottobre 2021, udita la relazione della Segreteria Generale, la approva ed esprime, dopo approfondito dibattito, le seguenti considerazioni ed indirizzi

 

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SITUAZIONE GENERALE

A oltre due anni dal precedente Consiglio Generale che ci ha visti riuniti in presenza, fa piacere rivedersi di persona dopo il lungo e doloroso periodo pandemico che ancora oggi segna gravemente le nostre esistenze, in primo luogo ricordiamo con affetto gli amici che ci hanno lasciato, consapevoli che essi continuano ad esistere in quello che hanno lasciato e hanno fatto.

 

La crisi pandemica/sanitaria ha evidenziato sulla nostra pelle le gravi inadeguatezze del sistema sanitario italiano, più volte denunciate dal SAPENS, riferite a decenni di privatizzazioni e tagli del servizio sanitario nazionale, dei posti letto, in particolare quelli specialistici delle terapie intensive, nonché del personale sanitario ospedaliero. Politiche che, come è stato denunciato, hanno contribuito alle gravi conseguenze pandemiche che si sono scatenate in particolare sulle persone anziane e fragili.

 

Di pari passo, denunciamo che la crisi economica globale, iniziata nel 2008, tutt’ora perdurante continua a colpire in particolare i pensionati e i ceti popolari e medi, ne è la riprova la Nota di aggiornamento di economia e finanza (NADEF), approvata il 29 settembre 2021 dal Governo Draghi. Infatti, dalla presentazione della Nadef si capisce che il Governo ha varato una Nota che persegue ancora l’austerità economica basata su nuove tasse, ovvero maggiori entrate, e su minori spese, ovvero nuovi tagli. Allo scopo di arrivare al famoso rapporto deficit/Pil al 3% Draghi sta facendo il contrario di quel che dice: i soldi li prende e non li dà! O meglio li prende ai soliti che pagano le tasse. La revisione del catasto per allineare i valori immobiliari a quelli di mercato è l’esempio di una patrimoniale occulta sulla casa che si prepara sia sull’Irpef che sull’Imu, in particolare per gli immobili sfitti o de- stinati a seconda abitazione.

 

Il PNRR mostra chiaramente i vincoli e le condizioni capestro, non ultima la riduzione della spesa pensionistica. Su quest’ultimo punto, infatti, si prospetta l’allargamento dell’APE sociale, un anticipo pensionistico autofinanziato dagli stessi lavoratori pensionandi, limitato alla categoria dei lavori gravosi, all’uopo allargata. Una ennesima misura che si inquadra, come quota 100, in una deroga su deroghe che sostanzialmente ripropone nuove salvaguardie e non l’auspicata riforma della Legge Fornero.

 

Senza niente fare per risolvere i veri nodi del sistema previdenziale italiano, che consistono nella drammatica inadeguatezza del livello delle pensioni in un mondo del lavoro fatto di bassi salari, flessibilità e precarietà delle carriere. La regola generale aumenta il numero degli anni di lavoro e diminuisce l’importo economico delle pensioni.

 

Il SAPENS propone una riforma del sistema previdenziale basata sulla garanzia di un livello dignitoso della pensione attesa per tutti i lavoratori, con un’ampia flessibilità in uscita senza alcuna penalizzazione, ripensando la logica del sistema contributivo contestualmente a una battaglia per la piena e buona occupazione.

 

Un altro caposaldo della riforma deve essere il ripristino e il rispetto del criterio di perequazione automatica delle pensioni in pagamento, introdotto con la L.388/2000, con il quale l’incremento interviene (ed in misura decrescente) sulla base dell’intero importo della pensione goduta, vale a dire 100% sugli importi fino a tre volte il minimo INPS, 90% sugli importi tra 3 e 5 volte il minimo INPS ed il 75% sugli importi eccedenti 5 volte il minimo. Occorre farla finita con il decennale prelievo sulle pensioni in essere (con la mancata o ridotta indicizzazione nonché con i cosiddetti contributi di solidarietà), che continuano a togliere diritti previdenziali acquisiti e consolidati, pagati con i contributi degli stessi pensionati.

 

Così come – per il SAPENS - è arrivato il momento di far cessare il perseverare di un accanimento di così lunga durata nei confronti delle pensioni di reversibilità alle famiglie vedove. Le pensioni di reversibilità – ribadiamo – derivano dal pagamento di una specifica contribuzione del lavoratore per tutelare nell’evento morte i superstiti. Non è assistenzialistica! Non è una regalia!

 

Un altro tassello di una equa riforma previdenziale che propone il SAPENS è l’eliminazione delle differenze contributive tra lavoratori dipendenti e lavoratori autonomi, oggi al 33% per cento per gli uni contro circa il 24% degli altri (commercianti, artigiani, agricoltura, ecc...), situazione che, come noto, poi determina notevoli differenze nella rendita pensionistica, determinando poi l’allar- gamento di quelle forme assistenziali quali l’integrazione al minimo delle pensioni, la quattordicesima, e così via.

 

In tal senso, ricordiamo che a tutt’oggi i bilanci INPS non rispettano l’art.37 della legge n.88/1989 che prevede la separazione dei bilanci della previdenza dai bilanci dell’assistenza.

 

Questo argomento ci porta a precisare – quello che il SAPENS ha altresì sempre denunciato - ov- vero la incredibile differenza nei pagamenti dei contributi pensionistici tra lavoratori europei. Una differenza che non è di poco conto, ad esempio i contributi che i lavoratori tedeschi pagano in Germania assommano al 19,6%, ben il 13% in meno di quelli che paghiamo in Italia (come detto il 33% su tutta la retribuzione lorda). Un dato che dovrebbe fare riflettere chi contrappone la spesa pensionistica italiana a quella cosiddetta europea. Tra questi il recente rapporto economico OSCE sull’Italia che, ancora una volta, interviene ideologicamente sulla previdenza italiana sollecitando il ritorno alla Legge Fornero proponendo di non rendere disponibile la pensione di reversibilità a quei superstiti che sono troppo giovani al di sotto dell’età pensionabile, ignorando tutte le consi- derazioni sopra evidenziate.

 

 

PIATTAFORMA AGE

Nel sostenere le considerazioni espresse nella relazione dalla Segreteria Generale, alla luce dei resoconti e delle considerazioni negli interventi e nel lavoro effettuato in AGE, nonché dal dibattito scaturito nel presente Consiglio Generale, si invita la Segreteria Generale ad attivarsi affinché il SAPENS prosegua la sua azione nel ricercare un più incisivo intervento sia in riferimento ad AGE Plat- form Europe a Bruxelles che ad AGE Italia a Roma.

 

In tal senso, vista l’eterogeneità in AGE di un associazionismo di diversa estrazione e provenienza, il Consiglio Generale sostiene le considerazioni espresse dalla Segreteria Generale nei documenti politico-sindacali prodotti invitandola ad attivarsi per ricercare l’unità d’intenti delle diverse realtà associative e sindacali del lavoro e del volontariato nel mondo dei pensionati, allo scopo della tutela dei pensionati di oggi e di quelli futuri.

 

 

CONFEDERAZIONE ORSA

Coscienti che una Confederazione sindacale senza la componente dei pensionati non può esistere, il Consiglio Generale SAPENS è altrettanto cosciente che il Sindacato dei pensionati al di fuori di una Confederazione di sindacati di lavoratori attivi è come un pesce fuor d’acqua, che non potrebbe sopravvivere.

 

Occorre abbandonare i corporativismi perseguendo l’unità, concretizzando e rafforzando il progetto Confederativo ORSA, necessario per il riconoscimento politico e rappresentativo di ORSA nei con- fronti del Governo e delle Istituzioni, ovviamente collegato ai numeri e ai rapporti di forza, in particolare nei luoghi di lavoro.

 

Il Consiglio Generale – sentito anche l’intervento del Segretario Confederativo Massaro Mariano - sensibilizza la Segreteria Generale del SAPENS e la Confederazione ORSA ad attivarsi presso il Governo e i Ministri interessati, per ribadire i punti sopra elencati in tema di pensioni, di oggi e future; di assistenza sanitaria, perseguendo il carattere nazionale e universale del Servizio Sanitario; tutelando nella riforma più complessiva del fisco anche i redditi da pensione così come quelli da lavoro.

 

Il Consiglio Generale, preoccupato dai riflessi derivanti dall’implementazione delle nuove tecnologie e della robotica nei luoghi di lavoro, che vanno ad aggiungersi alle delocalizzazioni delle produzioni, in riferimento alla riduzione dei posti di lavoro e dunque della salvaguardia della cassa di previdenza, concorda con quanto rivendicato dalla Confederazione ORSA nell’obiettivo della riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario.

 

Il Consiglio Generale, in riferimento all’obbligatorietà dello SPID, l’identità digitale, con particolare riferimento agli accessi INPS e Agenzie delle Entrate, alla luce delle problematiche tecniche e burocratiche per ottenerla e gestirla (utilizzo del cellulare per accedere ai siti, sms o app, ecc…), invita la Segreteria Generale e la Confederazione ORSA ad attivarsi per riportare all’attenzione delle Isti- tuzioni e delle Autorità competenti la necessità di rivedere il Sistema Pubblico di Identità digitale (SPID). Infatti, poiché non è pensabile escludere ed emarginare dalla società milioni di cittadini che volontariamente o involontariamente rifuggono da tali supporti tecnologici, appare giusto portare all’attenzione del Governo e delle Autorità, la necessità di proporre alternative adeguate, quali la di- stribuzione della carta d’identità elettronica (CIE).

 

 

CONCLUSIONI

Il Consiglio Generale, nell’evidenziare che la grave crisi pandemica è stata strumentalizzata da molti governi per sopperire alle debolezze e incapacità dei gruppi dirigenti nell’affrontare la grave crisi economica, iniziata nel 2008, constata che il nostro Paese viene dagli stessi depotenziato e indebolito, distruggendo quel poco che è rimasto del tessuto economico e della capacità di ripresa e crescita. In un mondo in tumultuosa transizione, per non venire travolti dagli eventi che già si manifestano, il SAPENS deve continuare la lotta per una forte opposizione sociale, sindacale e politica, per difendere e migliorare le condizioni e il potere di acquisto delle pensioni, che favorisca al- tresì la costruzione di una vera alternativa per il Paese che non può prescindere dalla ricerca di autorevolezza, prestigio, peso in tutti i campi, nelle loro implicazioni strategiche ed economiche.

 

 

 

 

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